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"[...]
è uno dei pochi folksinger autentici in circolazione ed il suo
repertorio di ballads e canzoni è molto efficace e piacevole."
(Fabrizio
Zampa, Il Messaggero)
"Per
chi poi cercasse un bell'esempio del più puro ed attuale bluegrass
strumentale, c'è De Simone, la cui sapienza banjoistica viene
profusa a piene ... dita!"
(Luigi
Grechi, L'Ultimo Buscadero)
"[...]
uno dei pionieri dello strumento in Italia, ci regala alcuni episodi
di alta scuola banjoistica che poco hanno da invidiare ai maestri
di oltreoceano."
(Stefano
Tavernese, Hi, Folks!)
"Ed
è in questa atmosfera che De Simone ci fa viaggiare fra eredità
anglo-scoto-irlandese e ballata anglo-americana [...] una sintesi
corretta e chiara, della quale c'era un estremo bisogno oggi."
(--, Ciao 2001) "[...]
grazie all'iniziativa del musicista e studioso De Simone [...] un
saggio che sfata qualche mito ed offre un percorso storico-culturale
denso di suggestioni."
(Michele
Anselmi, L'Unità)
"I
limiti dell'analisi sono peraltro conseguenza della forza del libro,
che gli deriva dal-l'essere stato scritto da un musicista."
(Sandro Portelli, Il Manifesto) "[...]
ha tutta l'aria di essere un artista al quale è mancata una
predisposizione al compromesso per diventare una star di prima grandezza:
sta benissimo sul palco, intrattiene, sa parlare col pubblico [...]
le sue canzoni ti colpiscono e comunicano emozioni anche quando la
lingua potrebbe essere un ostacolo."
(Roberto G. Sacchi, Folk Bulletin) "[...]
salendo sul palco lo scrittore ridiventa musicista [...] i suoni riprendono
quota, mentre le note frizzanti continuano a farci sognare e parlarci
d'oltreoceano".
(Susanna
Petruni, Il Messaggero)
|
"Divertente
e intrigante come un romanzo d'appendice [...] partendo dallo sviluppo
della musica popolare tra i primi coloni De Simone scopre tutte le strade
più agevoli per arrivare fino alle dinamiche e sospette evoluzioni
dei suoni e delle culture più recenti".
(Enrico
Sisti, Musica Rock & altro/La Repubblica)
"Un
lavoro ben fatto, che consiglio caldamente a tutti [...] e congratulazioni
all'autore (vecchio collaboratore di questa testata, quando ci facevamo
in quattro per far conoscere alla gente cosa fossero il bluegrass e
l'old-time music) per la pazienza e il coraggio nel credere in una pubblicazione
che sicuramente va contro il mercato."
(Max
Stèfani, Il Mucchio Selvaggio)
"Il libro è più che esaustivo e ben congegnato, affrontando la materia dalle sue forme più antiche (le origini anglosassoni), il rockabilly, il bluegrass, il fenomeno Nashville, il Country Rock [...] il tutto preziosamente arricchito da discografie indicative per ogni genere e ricche note bibliografiche." (Paolo Vites, Jam) |